Lo Statuto

LA FONDAZIONE PROMOR - PRESENTAZIONE

Lo Statuto originario, adottato con l’atto del 2 agosto 1959 n.12027/4611 di repertorio a rogito del Notaio Dott. Adolfo Greco e registrato in Morbegno l’8 agosto 1959 al n.95, mod. I° vol. 145, è stato modificato dal Consiglio di Amministrazione in carica, con atto pubblico del 21 maggio 1997 n.41083/7225 di repertorio a rogito del Notaio Dott. Franco Cederna di Sondrio, ivi registrato il 3 giugno 1997 al n.645 serie 1.
Il nuovo Statuto è entrato in vigore con l’approvazione della Giunta Regionale di cui alla delibera n.43492 del 14/06/99.
Le modifiche sono state assunte dalla Fondazione come logica conseguenza dell’evolversi del tempo, al fine di rendere la propria struttura più idonea al raggiungimento degli scopi statutari.

Particolarmente sentito il bisogno di variare alcune regole circa la composizione e le deliberazioni del Comitato Permanente, organo al quale spetta l’elezione di otto degli undici membri del Consiglio di Amministrazione. Ferma restando questa sua principale competenza, è stata attribuita al Comitato la facoltà di esprimersi annualmente circa la gestione della Fondazione, possibilità riservata, nel vecchio Statuto, ai soli Consiglieri. Per ciò che riguarda le adunanze, onde permettere l’esame del bilancio consuntivo, è stato stabilito che l’assemblea ordinaria annuale debba essere tenuta entro il mese di aprile e non, come nel testo prima vigente, entro il mese di dicembre. Le modifiche inerenti la composizione hanno ridotto il numero minimo dei componenti da 100 a 50 e previsto, altresì, la decadenza dalla qualifica di membro per coloro che non partecipino a cinque assemblee ordinarie annuali consecutive.
In ordine alle competenze del Consiglio di Amministrazione, sono state stabilite particolari cause d’ineggibilità, è stato ampliato l’articolo riguardante la decadenza dalla carica di membri del Consiglio stesso, è stato previsto che i verbali delle deliberazioni debbano essere necessariamente sottoscritti soltanto dal presidente e dal Segretario e la possibilità di nominare particolari commissioni composte anche da membri esterni, per sovraintendere a particolari problematiche.
Tra gli altri aspetti per i quali si è sentito il bisogno d’innovazione rispetto allo Statuto originario, vi sono l’esercizio della rappresentanza – attribuita al solo Presidente con possibilità di delega autorizzata dal Consiglio -, le modalità e la portata del controllo da parte dell’Autorità Governativa e la figura del Segretario.
Occorre, in ogni caso, sottolineare che le modifiche apportate hanno soltanto ritoccato lo Statuto previgente, rimasto intatto nella struttura e nei caratteri essenziali quali l’oggetto statutario, tuttora fedele alle volontà del compianto Ing. Mattei, che per primo aveva capito l’esigenza di una moderna ed attiva cittadina.

CAPO I

Art. 1 – L’ing. Enea Mattei, deceduto a Milano il 5 maggio 1955, con testamento olografo 5 dicembre 1942, 11 gennaio 1943, pubblicato in atti Dott. Smiderle il 20 maggio 1955, disponeva di parte della propria sostanza costituita da immobili, titoli e denaro a fini di studio, progettazione ed esecuzione di opere di pubblica utilità nel Comune di Morbegno, a vantaggio della popolazione del Comune medesimo. Disponeva altresì che i detti capitali fossero, alla sua morte, messi a disposizione della Soc. Promor di Morbegno, da lui stesso promossa e costituita, al solo esclusivo scopo di dare attuazione a tutto quanto nel su citato testamento olografo come sopra stabilito. In esecuzione delle volontà del testatore e per la loro concreta pratica attuazione, previ accordi con l’Amministrazione Comunale di Morbegno, l’Assemblea Generale della Promor, con atto a rogito notaio Dott. Adolfo Greco di Morbegno n. 4543/2316 di rep. in data 8 aprile 1956, deliberava d’istituire la Fondazione Promor (Pro Morbegno) Ing. Mattei, da erigersi in Ente Morale.

Art. 2 – La Fondazione ha lo scopo di promuovere lo studio, la progettazione e l’esecuzione di opere di pubblica utilità in Comune di Morbegno e che possano comunque interessare la popolazione di questo Comune, contribuendo, in tutto o in parte, agli oneri relativi. Potrà anche erogare fondi e contributi per l’attuazione delle opere progettate quando queste fossero approvate e deliberate dall’Autorità e dagli Organi debitamente competenti.
L’lng. Enea Matte i nel ricordato testamento olografo 5 dicembre 1942- 11 gennaio 1943, ha specificato opere di particolare interesse ed importanza a cui nell’ordine potranno essere erogati i fondi destinati dal detto testatore:
1) Strada Morbegno – Albaredo – S. Marco.
2) Palazzo del Comune;
3) Cavalcavia sulla Ferrovia.
4) Sistemazione Piazza.
5) Acquisto terreno per esecuzione Piano Regolatore.
Non è esclusa dagli scopi della Fondazione, sussidiariamente rispetto ai fini principali, qualsiasi altra attività che possa risultare diretta al progresso e al miglioramento delle condizioni di vita della comunità di Morbegno.

Art. 3 – La Fondazione ha un patrimonio formato da beni immobili e mobili a ciò destinati dall’lng. Enea Matte i col precitato testamento olografo 5 dicembre 1942 -11 gennaio 1943. Oltre che da tali beni, la Fondazione potrà attingere i mezzi necessari al raggiungimento dei propri scopi anche da altri eventuali lasciti, offerte, donazioni e contributi che potranno in avvenire esserle devoluti.

Art. 4 – La Fondazione ha sede in Morbegno.

CAPO II

A) Comitato permanente

Art. 5 – La Fondazione ha un Comitato Permanente composto da un numero minimo di cinquanta fino ad un numero massimo di trecento membri.
Il numero dei membri del Comitato sarà fissato di anno in anno in occasione dell’Assemblea ordinaria annuale tenendo conto del numero di membri venuti meno nel corso dell’anno precedente, fermo restando che il numero dei membri non potrà essere fissato né in misura inferiore al minimo di cinquanta di cui sopra, né in misura inferiore al numero dei membri rimasti in carica, né in misura superiore allo stesso di oltre il 20% (venti per cento).

Art. 6 – Spetta al Comitato Permanente:
a) nominare 8 membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, scegliendoli fra i propri componenti ed anche fra estranei;
b) esercitare la vigilanza morale sull’andamento della Fondazione, ed in particolare esprimere con voto consultivo il proprio parere sul bilancio annuale che il Consiglio di Amministrazione dovrà sottoporre al suo esame ad ogni Assemblea ordinaria annuale così come sulle linee pro- grammatiche della gestione della Fondazione che il Consiglio nelle stesse Assemblee ordinarie annuali dovrà esporre;
c) esprimere con voto consultivo il proprio parere su tutti gli affari che il Consiglio di Amministrazione riterrà opportuno sottoporgli;
d) formulare, anche di propria iniziativa, pareri e suggerimenti circa l’attività della Fondazione;
e) promuovere l’azione di responsabilità nei confronti degli Amministratori nei casi previsti dalla legge.

Art. 7 – Ad ogni Assemblea ordinaria annuale il Comitato preliminarmente provvederà:
-a constatare il numero dei propri membri venuti meno per una delle cause di cessazione di cui al successivo articolo 8, e conseguentemente a determinare il numero dei propri membri rimasti in carica;
-a fissare ai sensi del precedente articolo 5 il numero dei propri membri sulla base di quanto così testè constatato;
-a nominare i membri necessari per integrare il numero così fissato sulla base dell’elenco dei candidati che verrà formato nel corso di ogni Assemblea e nel quale dovranno essere inseriti: a) i soggetti proposti dal Consiglio di Amministrazione, b) i soggetti proposti da almeno sei dei membri in carica del Comitato. Ove il numero dei candidati raggiunto in detto elenco non sia sufficiente ad integrare il numero dei membri come sopra fissato, questo dovrà essere conseguentemente rideterminato.
Non potranno essere candidati soggetti che si trovino in una delle situazioni di cui all’art. 2382 codice civile. Le votazioni dovranno avvenire a scrutinio segreto e risulteranno eletti i candidati che avranno ricevuto il maggior numero di voti. I nuovi membri dovranno essere informati della nomina con raccomandata, postale o a mano, e avranno diritto di voto nel Comitato dalla Assemblea successiva alla nomina.

Art. 8 – La carica di membro del Comitato si perde:
-per dimissioni, da comunicarsi per iscritto al Presidente della Fondazione per avere effetto dalla successiva Assemblea ordinaria;
-per decesso;
-per il sopraggiungere di una delle cause di ineleggibilità o decadenza di cui all’art. 2382 codice civile;
-per la mancata partecipazione per qualsivoglia motivo a numero cinque Assemblee ordinarie consecutive del Comitato, mancata partecipazione la quale ai fini del precedente articolo 7 dovrà essere preliminarmente constatata ad ogni Assemblea ordinaria per i membri che siano stati assenti alle quattro precedenti, con effetto immediato.
Tuttavia ai fini dell’applicazione di tale causa di decadenza non verranno considerate le assenze alle Assemblee precedenti alla data di approvazione del presente statuto.

Art. 9 – Il Comitato permanente si raduna in via ordinaria una volta all’anno entro il mese di aprile nel Comune di Morbegno. Si raduna straordinariamente quando lo richieda un bisogno urgente, sia per iniziativa del Presidente della Fondazione, sia per domanda sottoscritta da almeno 1/5 dei suoi membri, sia per disposizione della Pubblica Autorità.
Le Assemblee sono convocate dal Presidente della Fondazione mediante avviso di convocazione contenente l’indicazione del giorno dell’ora e del luogo dell’adunanza e l’elenco delle materie da trattare; nell’ordine del giorno dovrà essere fissato anche il giorno e l’ora per l’eventuale seconda convocazione. L’avviso di convocazione sarà reso noto mediante affissione all’Albo del Comune di Morbegno e pubblicazione su almeno due periodici a diffusione provinciale almeno quindici giorni prima del giorno fissato per l’adunanza, nonché spedizione a mezzo raccomandata ai membri del Comitato. A tal fine per domicilio del membro del Comitato dovrà intendersi l’ultimo comunicato per iscritto alla Fondazione.

Art. 10 – Per la partecipazione alle Assemblee del Comitato non sono ammesse deleghe. Le Assemblee del Comitato sono dirette dal Presidente della Fondazione; in sua mancanza, da altro membro del Consiglio da individuarsi in conformità a quanto disposto dall’art. 18 del presente statuto.
Le funzioni di segretario dell’Assemblea vengono svolte dal Segretario della Fondazione; in sua mancanza o impedimento il Presidente della Fondazione designa tra i membri del Comitato un segretario dell’Assemblea. I verbali delle Assemblee devono essere firmati dal Presidente e dal Segretario che hanno esercitato tali funzioni nelle singole Assemblee.
Per la validità delle Assemblee in prima convocazione è necessaria la presenza di almeno la metà più uno dei componenti del Comitato, e le relative deliberazioni, qualunque ne sia l’oggetto, saranno valide quando raccolgano il voto favorevole della maggioranza dei votanti. In caso di parità dei voti la proposta s’intende respinta. In seconda convocazione le deliberazioni saranno valide qualunque sia il numero dei presenti.

B) Consiglio d’Amministrazione

Art. 11 – La Fondazione è retta da un Consiglio di Amministrazione composto da 11 membri, compreso il Presidente.
Otto membri sono nominati dal Comitato permanente a termini dell’art. 6 lettera a) -del presente Statuto; altri due sono nominati dal Consiglio Comunale di Morbegno, e di essi uno scelto dalla maggioranza ed uno dalla minoranza, ed infine uno dal Prefetto della Provincia di Sondrio, scelto fra la popolazione residente a Morbegno.
Non possono essere nominati coloro che versano in una delle cause di ineleggibilità di cui all’art. 2382 codice civile. Ad assicurare la sempre proficua ma anche libera ed incondizionata collaborazione con il Comune di Morbegno, è inoltre vietato il cumulo fra la carica di membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione e quella di Sindaco o membro del Consiglio Comunale del Comune medesimo; l’elezione successiva a Sindaco o nel Consiglio Comunale di Morbegno comporta inoltre la decadenza da membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione; tale divieto del cumulo non si applica tuttavia ai membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione di nomina comunale o prefettizia. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione è nominato dal Consiglio stesso fra i propri membri.
Tanto il Presidente quanto i Consiglieri durano in carica cinque anni e possono essere riconfermati.

Art. 12 – I membri del Consiglio di Amministrazione che senza giustificato motivo non intervengono a tre sedute consecutive possono essere dichiarati decaduti dalla carica. La decadenza è pronunciata dal Consiglio, e l’Autorità Governativa la può promuovere. Inoltre decadono automaticamente dalla carica i membri che si vengono a trovare in una delle situazioni di cui all’art. 2382 codice civile.
Imembri del Consiglio non sono revocabili per tutta la durata della carica da parte di chi li abbia nominati (Comitato, Comune o Prefetto) precisandosi inoltre che, per quanto concerne quelli di nomina Comunale o Prefettizia, mutamenti nelle persone del Sindaco e nella Giunta Comunale ovvero del Prefetto non producono conseguenza alcuna circa la permanenza nella carica. In caso di cessazione di uno o più amministratori nominati dal Comitato troverà applicazione in quanto compatibile l’articolo 2386 codice civile; in caso di cessazione invece degli amministratori di nomina Comunale o Prefettizia, la loro sostituzione dovrà essere tempestivamente richiesta rispettivamente al Comune di Morbegno o al Prefetto.
Le funzioni del Presidente e dei Consiglieri sono gratuite, salvo il rimborso delle spese sostenute per l’esercizio del proprio ufficio.

Art. 13 – Il Consiglio di Amministrazione si raduna in via ordinaria almeno una volta ogni trimestre.
Le adunanze straordinarie hanno luogo ogni qualvolta lo richieda un bisogno urgente sia per iniziativa del Presidente, sia per domanda sottoscritta da almeno 2 componenti il Consiglio, sia per disposizione dell’Autorità.

Art. 14 – Le deliberazioni del Consiglio debbono essere prese con l’intervento di almeno la metà più uno dei membri che lo compongono e a maggioranza assoluta degli intervenuti. Le votazioni si fanno per appello nominale o a voto segreto.
Hanno sempre luogo a voto segreto quando si tratta di questioni concernenti persone. Ai fini della determinazione della validità delle adunanze non sono computati nel numero dei componenti il Consiglio coloro che avendo interesse non possano prendere parte alla deliberazione.

Art. 15 – l processi verbali delle deliberazioni vengono redatti dal Segretario e vengono firmati dal Presidente e dal Segretario.

Art. 16 – Il Consiglio di Amministrazione:
1) delibera, in genere, su tutti gli affari che interessano la Fondazione e su tutte le proposte che ne estrinsecano gli scopi;
2) provvede alla gestione sia ordinaria che straordinaria del patrimonio della Fondazione e delibera sulla erogazione sia dei capitali, che dei redditi;
3) forma i progetti dei regolamenti ritenuti necessari;
4) delibera, quando occorra, le modificazioni dello Statuto e degli eventuali Regolamenti;
5) nomina, sospende e licenzia il personale dipendente. Il Consiglio di Amministrazione per la migliore gestione della Fondazione può nominare particolari commissioni, temporanee o permanenti, composte anche da membri esterni, per sovrintendere a particolari affari o problematiche, determinandone all’atto della nomina i poteri, le modalità di funzionamento ed i rapporti col Consiglio stesso.

C) Il Presidente

Art. 17 – Spetta al Presidente la legale rappresentanza della Fondazione.
Egli sorveglia l’andamento morale ed economico della medesima, presiede a tutti gli affari di amministrazione, firma gli atti e la corrispondenza d’ufficio, promuove le deliberazioni del Consiglio, ne cura, infine, l’esecuzione. In caso d’urgenza, il Presidente prende tutti i provvedimenti reclamati dal bisogno, salvo riferire al Consiglio in adunanza da convocarsi entro breve termine.

Art. 18 – In caso di assenza o impedimento del Presidente, ne fa le veci il membro più anziano di nomina e, in caso di nomina contemporanea, il più anziano d’età.

Art. 19 – Tutti gli atti e contratti che importino obbligazioni della Fondazione verso terzi non sono validi se non risultano firmati dal Presidente o da chi, in esecuzione di delibere del Consiglio, vi sia stato dal Presidente medesimo delegato, precisando a tale riguardo che il Consiglio può deliberare di delegare per determinati atti la rappresentanza della Fondazione mediante procura per singoli atti o per categorie di atti o anche a persone estranee.

D) Il Segretario

Art. 20 – Il Presidente della Fondazione è assistito nell’espletamento delle sue funzioni da un Segretario. Il Segretario viene nominato dal Consiglio di Amministrazione tra i propri membri o nella persona di un estraneo.
Qualora le funzioni di Segretario vengano affidate ad un membro del Consiglio di Amministrazione, la carica si intende gratuita.
Qualora invece le funzioni di Segretario vengano affidate ad un estraneo, allo stesso spetterà un compenso da determinarsi dal Consiglio di anno in anno, oltre beninteso al rimborso delle spese sostenute.
In ogni caso la carica di Segretario potrà essere revocata in ogni momento anche senza giusta causa.

CAPO III

Art. 21 – Per l’esercizio dei controlli di legge sull’attività della Fondazione e della facoltà di annullamento degli atti della Fondazione nei casi previsti dalla legge, il Consiglio di Amministrazione dovrà provvedere alle comunicazioni previste dalla legge stessa.

Art. 22 – Spetta all’Autorità preposta ai sensi di legge sciogliere nei casi previsti dalla legge il Consiglio di Amministrazione e provvedere alla nomina del Commissario straordinario.

Art. 23 – L’azione contro gli Amministratori per fatti riguardanti la loro responsabilità può essere esercitata previa autorizzazione dell’autorità competente dal Commissario straordinario, ove questi sia stato nominato, dai liquidatori, dai nuovi amministratori o dal Comitato permanente.
L’azione non potrà essere promossa o autorizzata se i fatti non siano stati preventivamente contestati per iscritto agli Amministratori ritenuti responsabili, concedendo ai medesimi termine non inferiore a giorni 15 per le rispettive deduzioni.

Art. 24 – Gli esercizi si chiudono al 31 dicembre di ogni anno. Il Consiglio di Amministrazione dovrà redigere il bilancio d’esercizio e deliberare sulle linee programmati che della gestione in termini per sottoporli al voto consultivo dell’adunanza ordinaria annuale del Comitato.

Art. 25 – Nel caso di estinzione della Fondazione, il patrimonio della stessa, esistente al momento dell’estinzione, sarà devoluto al Comune di Morbegno.

Art. 26 – Per tutto quanto non espressamente previsto e regolato dal presente Statuto saranno applicate le disposizioni di legge vigenti in materia.

Firmato dal Signor Ismaele Leali (per la Fondazione Promor), dal notaio Franco Cederna (L.S.), dai testi Sig. Daniela Giovannoni e Sig. Barbara Rolfi.